martedì 12 aprile 2011

Star Wars HD Countdown - 167 : Justin van Genderen

A chi dice che Avatar è un bel film, non so che dire. A chi dice che Avatar è un bel film perchè Cameron si è inventato un mondo come Pandora, beh, dico che a me pare la foresta pluviale con qualche luce artificiale, mentre basta guardarsi un qualunque episodio di Star Wars - in particolare i prequel - per vedere almeno un  paio di ambientazioni spettacolari e - quelle  sì - davvero originali. Ecco una collezione di poster realizzati da Justin van Genderen, che a casa nuova starebbero proprio bene, se volete farmi un regalo...





venerdì 8 aprile 2011

Si vede dal trailer: fucking sequel...

Harry ti presento Sally 2? sacrilegio? impossibile? e perchè, Wall Street 2 e Tron Legacy cos'erano? Vogliamo parlare di Amici Miei? e poi...basta adattarsi ai tempi che corrono...

Insomma Sally è morta ed Harry non se ne fa una ragione, mentre invecchia in un ospizio...ma un giorno incontra Sharon (Helen Mirren), che le ricorda tanto ma tanto Sally. Solo che... 


E' tutto uno scherzo, una bella presa in giro della moda dei sequel... ma è realizzato in maniera geniale....(ovviamente usare Meg Ryan avrebbe rovinato l'effetto complessivo della burla, visto com'è ridotta!)


mercoledì 6 aprile 2011

Legend Film Festival



Non è mica colpa mia se sono nato nel 1981. Non mi pare giusto che non possa vedere al cinema i film che sono usciti troppo presto perchè io potessi godermeli sul grande schermo. Per cose come Star Wars basta aspettare, prima o poi, in sala ci tornano. Ma A Qualcuno piace Caldo? Il Padrino? Il Mago di Oz? Come la mettiamo?

Il Legend Film Festival è la soluzione. La Nexo Digital , in collaborazione con The Space Cinema, che probabilmente ha fiutato l'affare dopo il successo inatteso di Ritorno al Futuro l'anno scorso (che infatti riapre il festival), ha dato una forma definitiva all'iniziativa che ha già portato sullo schermo, oltre al primo capitolo della trilogia di Zemeckis, anche Frankestein Junior e Wall Street.
Adesso c'è un calendario di date precise, ma i giorni di programmazione per ciascun film sono pochi (e scomodi)....bisogna anche accontentarsi, sperando che l'iniziativa abbia successo.
 
Ecco il calendario:

22/24 marzo - RITORNO AL FUTURO (1985)  Robert Zemeckis
29/31 marzo -  PSYCO (1960)  Alfred Hitchcock
5/7 aprile - INTRIGO INTERNAZIONALE (1959) Alfred Hitchcock
12/14 aprile - MARNIE (1964) Alfred Hitchcock
19/21  aprile  - IL PADRINO (1972) Francis Ford Coppola
26/28 aprile   - CARLITO'S WAY (1993) Brian De Palma
3/5 maggio  - QUEI BRAVI RAGAZZI (1990) Martin Scorsese
10/12 maggio - GLI INTOCCABILI (1987) Brian De Palma
17/19 maggio - A QUALCUNO PIACE CALDO (1959) Billy Wilder
24/26 maggio - VIA COL VENTO (1939) Victor Fleming
31 mag/2 giugno - SCIARADA (1963) Stanley Donen
7/9 giugno - JESUS CHRIST SUPERSTAR (1973) Norman Jewison
14/16 giugno - FORREST GUMP (1994) Robert Zemeckis
21/23 giugno - ROCKY (1975) John G. Avildsen
28/30 giugno  - LA CALDA NOTTE DELL'ISPETTORE TIBBS (1967) Norman Jewison
5/7 luglio - LA FEBBRE DEL SABATO SERA (1977) John Badham
12/14 luglio - STAYING ALIVE (1983) Sylvester Stallone
19/21 luglio - ALL'INSEGUIMENTO DELLA PIETRA VERDE Robert Zemeckis                                                          
26/28 luglio - COCOON (1985) Ron Howard
2/4 agosto - EDWARD MANI DI FORBICE (1990) Tim Burton
9/11 agosto - GHOST (1990) David Zucker
16/18 agosto - AMERICAN BEAUTY (1999) Sam Mendes
23/25 agosto - VOGLIA DI TENEREZZA (1983) James L. Brooks
30ago /1 settembre - HOLLYWOOD PARTY (1968) Blake Edwards
6/8 settembre - COLAZIONE DA TIFFANY (1961) Blake Edwards

Ce n'è per tutti i gusti.

lunedì 4 aprile 2011

Si vede dal trailer - uno per tutti

La moda dei sequel non è una trovata americana. Già Alexandre Dumas, in tempi non sospetti fece una fortuna con la sua saga sui Tre Moschettieri (tre romanzi), anche se non è il caso certo di fare paragoni con le moderne trilogie cinematografiche...

Al cinema, il libro di Dumas è stato trasposto innumerevoli volte (e curiosamente, sempre allo stesso modo, interrompendo la narrazione dopo l'episodio dei gioielli) e i tempi sono maturi perchè anche questo capolavoro della letteratura sia profanato indegnamente in nome della stereoscopia. Per protesta, ecco tre trailer de I Tre Moschettieri di tre epoche diverse. Non c'è bisogno di commenti...

1948

Con Gene Kelly nei panni di un sorridentissimo D'artagnan, Lana Turner come Milady e un gigantesco Vincent Price Cardinale Richelieu. La Regina è la signora in giallo da giovane (e infatti il povero Conte di Buckhingham...) , il Re è il Mago di Oz. Tutto in Technicolor, coreografie dei duelli che sembrano danze. Insuperabile.



1973

Apprezzatissimo film di Richard Lester che venne separato in due parti ( I quattro moschettieri uscì nel 1974 e copre la seconda parte del romanzo) a causa della lunghezza eccessiva. Era stato pensato inizialmente per i Beatles.



2011

Dopo 18 secondi di trailer già si capisce che mirabolante stronzata sia questo film. In più, sono riusciti a trovare un D'Artagnan anche peggiore di Chris O'Donnell (anonima versione del 1993, con Kiefer Sutherland, Charlie Sheen e Tim Curry come Richelieu).

Boris - Il Film

 "Ho fatto Sorrentino, ho fatto Ronconi e mo' faccio i soldi"

Senza aver visto le tre stagioni della serie, Boris - Il Film potrebbe apparire alquanto incomprensibile. o comunque suscitare meno risate di quanto dovrebbe. A meno di pensare che la trama di Boris è la storia di un regista, onesto mestierante, che ha un sussulto d'orgoglio e si rifiuta di girare l'ennesima scena orribile dell'ennesima fiction agiografica della tv di stato. E allora ci prova, molla tutto, cerca di fare qualcosa di meglio, di autentico, di sensato: l'adattamento del libro denuncia La Casta. Per un momento, sembra che le cose girino nel migliore dei modi, poi, si ritrova non solo con la solita sgangherata troupe, ma anche a cedere alle pressioni esterne, abbassare continuamente lo standard qualitativo del proprio lavoro e finire frustrato ed incazzato, soprattutto dal fatto che il pessimo risultato del suo lavoro soddisfa davvero tutti.
Togliete la parola regista, la parola fiction, la parola troupe. Sostituitele con il lavoro che fate, l'attività che fate, il team di persone con cui lavorate. Di che parla adesso Boris - Il Film?

Arricchito da qualche cameo nobile e qualche idea davvero geniale (la miglior attrice italiana...) , Boris -Il Film è un puntatone riassuntivo e conclusivo (?) della storia, che -come la seconda e la terza stagione - non aggiunge sostanza a quanto visto nella prima geniale serie e non è per il cinema quello che la serie è per la fiction. Non è un'occasione persa perchè in fondo andare in quella direzione forse avrebbe snaturato sin troppo un giocattolo che funziona benissimo anche sul grande schermo, grazie ad un cast corale affiatatissimo e alle molte cartucce che ancora si possono sparare - un po' crudelmente, ormai - sulle dinamiche squallide di un'Italia trasposta in set televisivo. Resta forse un po' l'idea che si poteva fare di più, ma è un problema di aspettative più che di risultato effettivo, perchè  a conti fatti, si ride tantissimo e nessun personaggio è lasciato indietro. C'è poco Stanis...ma quando mai c'è abbastanza Stanis?

A proposito, ripeto: senza aver visto le tre stagioni della serie, Boris - Il Film potrebbe apparire alquanto incomprensibile. Ma mai quanto il fatto di essere arrivati al 2011 senza aver visto le tre stagioni della serie.

venerdì 1 aprile 2011

Sucker Punch


Sucker Punch non è un film brutto. The Ward è un film brutto. Sucker Punch non è un film. Aridatece i soldi. Film peggiore dell'anno, senza dubbio. Corre pure per il premio del decennio.
Non meriterebbe neanche di sprecare analisi, post, articoli, perfino gli insulti sono superflui. Mi piacerebbe sapere se Nolan ha scelto Zack Snyder per il reboot di Superman prima o dopo aver visto Sucker Punch. E se lo ha scelto prima, mi piacerebbe sapere quanto ha pianto dopo aver visto 'sta cagata.

Sucker Punch è la storia di una che per evitare di venire lobotomizzata si inventa un doppio mondo onirico (ma dai, l'hai visto solo tu Inception) in cui combatte. Combatte? Una bionda con la spada sotto la neve in un'ambientazione giapponese? Minchia, originale. Peccato che Kill Bill l'abbiamo visto pure noi. Ah però il secondo scenario è meglio: l'attacco ad un castello infestato di orchi. Il Signore degli Anelli versione Snyder: datemi una pistola e ve li sbraco io, sti orchi del cazzo, in cinque minuti ralenti incluso. E via dicendo tra zombi nazisti, samurai giganti, draghi sputafuoco e robot di metallo.
E secondo voi, rifugiarsi nei sogni altrui (cioè degli altri registi) aiuta a non venire lobotomizzati? Ecco.

Se questo è il massimo che la mente di Zack Snyder sa creare, meglio se torna a usare i soggetti altrui. Evidentemente, gli va a ralenti anche il cervello, se pensa che uno spettatore medio si possa bere un film così insulso. A proposito di ralenti, non si può vedere un film che per più di metà è al rallentatore e in cui si zooma in continuazione sul dettaglio e gli si gira intorno (tipo la cartuccia che esce dalla pistola dopo lo sparo) e sempre, tutto, per forza al cazzo di rallentatore. Avrà girato sì e no venti minuti, a velocità normale.  

Per apprezzare questa cosa, bisogna avere meno di quindici anni e non capire la differenza tra un film (o una qualunque opera di fiction) e un videogioco. Anche essere lobotomizzati non guasta, così almeno scatta l'empatia con la protagonista.

Una cosa buona di questo film? Che alla fine si salva quella con le tette più grosse.

giovedì 31 marzo 2011

KICK-ASS

 "With no powers come no responsability. Only, it's not true"

Il primo numero de L'Uomo Ragno che ho comprato risale al novembre 1994 (numero 155, lire tremila). Abbagliato da una scintillante cover metallizzata, mi sono lasciato irretire e sono sprofondato nel vortice della comicsdipendenza. E' un guaio, ci vogliono anni e anni per trovare un equilibrio. Guarire, non se ne parla. 
Ricordo una volta di aver fatto un calcolo: quattro paghette da 10000 lire al mese non erano più sufficienti a coprire le spese di fumetti (mi toccava andare in edicola con mio padre il sabato e infilare nel mazzo dei suoi quotidiani qualcuno dei fumetti più costosi, tipo quelli da 4500 lire). Poi, ho dovuto tagliare qualche titolo (tanto Capitan America una palla era e una palla rimane).

I fumetti americani di supereroi fanno, mediamente, schifo. Avete presente Dylan Dog? Un numero bello e dieci dimenticabili. Dipende da chi scrive e da chi disegna, e vale anche per Batman e L'Uomo Ragno (solo che là le uscite sono centinaia al mese, e la proporzione tra storie decenti e mediocri è anche peggio di quella di Dylan Dog).
La miniserie Kick-Ass (8 numeri appena) è stato dunque un piccolo shock per me, ormai convinto di saperle tutte sui fumetti americani e sulla Marvel in particolare. Nudità, volgarità, violenza ed autoreferenzialità più un'idea davvero brillante: e se un adolescente appassionato di fumetti provasse a fare il supereroe? 
In breve, la trama è questa: Dave Lizewski, sfigato adolescente, decide di fare l'eroe mascherato. Alla sua prima uscita viene accoltellato e investito da un'auto che quasi lo uccide. Appena si ristabilisce, ricomincia e diventa una star (grazie a Youtube). Le cose si complicano quando pesta i piedi ad un boss della malavita e si allea con il duo di psicopatici vigilanti mascherati formato da Big Daddy e la sua letale figlioletta Hit-Girl.
Un primo atto iperrealistico e metafumettistico, un secondo più "canonico": l'idea di partenza di ambientare una storia di supereroi nel mondo reale viene parzialmente contraddetta dalla presenza di Hit-Girl, ma in qualche modo - soprattutto grazie ai testi - la cosa funziona alla perfezione.
Disegnato da un'icona come John Romita Jr., l'effetto generale è ancora più spiazzante.
Tutta 'sta pippa per dire che insomma, qualcosa ci capisco e sono dieci anni che vedo i miei fumetti essere scaraventati su uno schermo gigante, non sempre con risultati accettabili (vedi il recente, pessimo Dylan Dog), sia dal punto di vista squisitamente cinematografico sia da quello del nerd che sussulta se dal ponte viene lanciata Mary Jane e non Gwen.
Kick-Ass esce al cinema e per la prima volta da che io ricordi non c'è bisogno di adattamento: il fumetto è in pratica lo storyboard del film. Ci sono alcune non trascurabili variazioni nella trama (il che rende il film molto interessante), ma lo spirito dell'opera originale è là: Kick-Ass è una storia sui dolori della crescita, sull'isolamento della generazione Youtube e sulla mancanza di equilibrio dei tempi che corrono. Genialmente mascherata da fumetto di supereroi.
Il cortocircuito tra fumetti e lettori si traduce sullo schermo perdendo un po' il senso dell'operazione (un fumetto che parla di un lettore di fumetti fa un effetto diverso da un film che parla di un lettore di fumetti, no?) ma guadagnando in spettacolarità. Ci sono degli attori meravigliosi e c'è un commento sonoro fantastico, un vero valore aggiunto, degno in certi passaggi del miglior Tarantino.


Non c'è bisogno di leggere fumetti dal 1994 per apprezzare Kick-Ass, sia chiaro: questo è un film d'intrattenimento riuscitissimo, che non paga dazio alle mode imperanti (franchise, 3D, star fuori ruolo tipo Jessica Alba a fare la donna invisibile) ed è un grande successo di critica e pubblico (infatti da noi esce un anno dopo). Da un lato, c'è un esempio di soggetto e di stile praticamente perfetto per mezzi espressivi diversissimi (tutti gli altri fumetti sono stati pesantemente adattati almeno in termini estetici nel passaggio sul grande schermo), dall'altro un film che potrebbe essere un passo importante nella definizione di un nuovo cinema di intrattenimento, magari meno per famiglie ma comunque di ottima fattura e che non viene pubblicizzato tramite il numero di zeri in fondo alla cifra del budget. Simile, per certi versi, a Scott Pigrim vs. The World , ma più incentrato sui personaggi e graziato da interpretazioni certamente di livello superiore. I tempi di E.T. sono passati, ma guai a chi cammina con la testa rivolta indietro.

La recensione di Kick-Ass è qui. (se non c'è, ci sarà nei prossimi giorni)


Ecco il trailer....




Si ringrazia www.filmscoop.it

mercoledì 30 marzo 2011

The Ward



Volete vedere un film brutto brutto brutto? Un compendio di baggianate horror che non spaventerebbero neanche un bambino di otto anni? Siete nostalgici dei vecchi film de paura con la musica che sale sale sale e poi BUUUUUU esce il mostro? Quei film che dopo cinque minuti fai il tifo perchè il mostro uccida tutti i protagonisti e se può anche gli attori e il regista? di quelli che più  una è gnocca e peggio deve morire? di quelli che come distogli lo sguardo dallo specchio il mostro spaventoso (si fa per dire) si mette dietro e aspetta che riguardi nello specchio per aggredirti? E lo fa OGNI SANTA VOLTA CHE C'E' UNO SPECCHIO?  Di quelli con lo spaventone finale  BUUUUUUUUUU completamente gratuito? Di quelli che sembrano girati in mezza giornata perchè sono girati in mezza giornata? In cui la fotografia sembra fatta da un tossicodipendente tipo Duccio di BORIS? di quelli in cui anche se sei paziente di un manicomio e il mostro vuole ucciderti invece di farlo nel sonno aspetta sempre il momento più spettacolare, come se sapesse di essere in un film? Col mostro con la faccia  sfigurata? Di quelli che arrivi a casa tranquillo ma poi se il gatto ti apre lentamente la porta di notte mentre dormi allora sì che ti cachi sotto? Con i protagonisti inquadrati sempre di spalle così appena si girano BBUUUUUUUUUU esce il mostro? Con l'infermiera con la faccia da bulldog ed il dottore ambiguo con la faccia da pesce? Volete vedere un film che da noi esce al cinema ma in America esce - se va bene - solo in dvd? Che poi alla fine è uguale a Shutter Island ma allora come si spiega la metà delle scene col mostro, totalmente incoerenti con lo spiegone finale? di quelli che in giro si trovano recensioni positive perchè è un film "classico da un maestro dell'horror" perchè non possono scrivere che è una cazzata pazzesca?
The Ward, di John Carpenter, è il film che fa per voi. 
Da venerdì primo aprile (non a caso...). Non fate che andate a vedere BORIS o KICK-ASS e vi perdete 'sto gioiellino. Ne escono pochi all'anno così.

P.S. A me una volta Guido ha fatto lo scherzo dello specchio, scrivendo e poi cancellando e poi quando sono uscito dalla doccia a causa del vapore è apparsa la scritta W LA FICA. Là mi sono cacato sotto dalla paura finchè non ho realizzato che la profondità del messaggio poteva ascriversi solo al genio poetico del mio quasi ex- coinquilino.

P.P.S. La recensione seria del film è qui

Si ringrazia www.filmscoop.it

venerdì 25 marzo 2011

Star Wars HD CountDown -185 : JEDI TEST

Se sentite un brivido mentre lo guardate non vi preoccupate, è la forza che scorre potente...

Se non sentite niente...siete già preda del lato oscuro, non posso fare più niente per voi...

mercoledì 23 marzo 2011

Non Lasciarmi



Tre attrici di cui non tollero la vista: Keira Scucchia Knightley, Carey Fossette Mulligan (scuola Portman, lacrime a comando e perenne espressione da martire), Sally Smorfiette Hawkins.
Indovinate quali tre attrici fanno parte del cast di Non Lasciarmi. Meno male che la Hawkins si vede poco. Meno male che c'è anche Andrew Garfield, che, in quanto prossimo Peter Parker, già mi sta molto simpatico.  

Non Lasciarmi è un film più complesso di quel che sembra. A prima vista, potrebbe apparire come un melodramma su un triangolo sentimentale, da vedere con le amiche e gli amici gay. Senza dubbio, è un film incentrato sui personaggi: per quasi tutto il film, in scena ci sono i tre protagonisti, il mondo esterno assente, almeno fisicamente.

Le dinamiche tra i tre personaggi principali però contengono tutte le drammatiche domande che il film non pone, ma sussurra all’orecchio dello spettatore. Si può sentire più forte il dilemma etico di quello esistenziale, a seconda della propria sensibilità: questo è senza dubbio il punto forte del film, che appartiene a pieno titolo al genere della fantascienza e che può essere paragonato - per toni e temi trattati – a Moon di Duncan Jones.

Trama, in breve: grazie ad una scoperta scientifica negli anni Cinquanta, la speranza di vita umana ha superato i cento anni. Tramite la clonazione, vengono allevati esseri umani appositamente allo scopo di donare organi alle persone. Il ciclo di vita dei cloni si conclude intorno ai trent'anni, con una serie di espianti. Katie, Tommy e Ruth crescono insieme, in un istituto per donatori, e devono affrontare il loro destino.

Il film comincia nel 1978 e termina a metà degli anni Novanta. La cosa che mi ha colpito di più  di questo ipotetico scenario è il fatto che un mondo benedetto (?) dalla fine delle malattie più gravi sia rimasto per tutto il resto così uguale a se stesso. Non sembra infatti casuale che i progressi tecnologici occorsi tra l’epoca iniziale e quella finale non siano assolutamente percepibili, ed il film sembri essere sempre ambientato in un’epoca senza tempo. E’ come se l’allungamento della vita avesse frenato la spinta creativa umana. Sottinteso e geniale. Se poi me lo sono sognato, vabbè, il genio sono io, l'idea è mia e guai a chi me la frega. 

La passività con la quale i donatori accettano il proprio fato è sconcertante, sia emotivamente che narrativamente. Se questo comporta il rischio di non far mai scattare una totale empatia con i personaggi, porta anche ad una naturale riflessione sulla dimensione umana della mortalità e del rapporto con il tempo e la vita.
Una paletta di colori tenui e spenti accentua la sensazione di ineluttabilità che pervade il film. La prima scena, inoltre, mette subito in chiaro le cose, per impedire che lo spettatore scambi il film per un thriller e speri in una rocambolesca fuga verso un lieto finale. Non Lasciarmi non è The Island (e per fortuna), nonostante la tematica sia praticamente la stessa.

Cinematograficamente, meglio la prima parte:  più immaginifica, più inquietante, più triste, a meno di essere particolarmente colpiti dalle performance dei tre attori principali. Non è il mio caso, ma ammetto che la mia idiosincrasia per due terzi del trio protagonista ha influito fortemente sul giudizio.
I personaggi bambini ancora non hanno capito la portata del proprio dramma e sono più simili a persone vere, più istintive e vitali delle loro composte e rassegnate controparti adulte. La seconda parte del film scaturisce dalla prima in modo abbastanza naturale (forse troppo), portando maggiormente in primo piano alcune delle riflessioni che nella prima mezzora di film rimanevano volutamente in sottotesto.

Ho letto che Non lasciarmi ha incassato poco, nonostante le ottime critiche. Purtroppo, difficilmente un film del genere sopravvive a quello che mostra nel trailer o a quel che sembra (cioè un melodramma su un triangolo sentimentale da vedere con le amiche e gli amici gay) e il pubblico che attira probabilmente non si aspetta e non sa capire un film del genere. Figuriamoci in Italia.