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giovedì 30 dicembre 2010

Not In Kansas Awards 2010: IL MEGLIO

E passiamo alle cose belle, che è meglio...
Senza dubbio questo è stato l'anno di Avatar, definito "game-changing", ovvero una pietra miliare destinata a cambiare l'approccio al fare e fruire i film: il risultato immediato e tangibile è stato un pessimo film (Avatar, appunto) e una serie di filmacci raffazzonati con 3D più o meno posticci ma sempre inutili. E' stato anche l'anno di Inception: forse solo Nolan oggi in America può essere un vero game-changer, e Nolan del 3D non sa che farsene. Un po' come Apple contro Google, e il Blu-ray contro l'HD-DVD, vedremo chi la spunta. Ovviamente tifo per il Cavaliere Oscuro. Più che in altri anni, quest'anno sono venuti meno sia il cinema americano mainstream che quello italiano, così i migliori film hanno una provenienza più eterogenea. Francia e Spagna ci stanno distanziando di molto, prova ne sia il fatto che il miglior incasso italiano dell'anno (e di sempre, dopo La Vita è Bella) è Benvenuti al Sud, copia conforme di un film francese. A parte questioni di orgoglio nazionale, andare a cercare in piccole sale nascoste delle perle come Adam, Scott Pilgrim vs. The World e Departures si rivela sempre un'ottimo modo per riaccendere la passione per il cinema (ed evitare, in molti casi, gli orchi romani che affollano le sale più gettonate).
CATEGORIA SORPRESA DELL'ANNO
1) Il piccolo Nicolas e i suoi genitori di Laurent Tirard Più ci penso e più mi piace, davvero davvero carino. La leggerezza fatta film. 2) The Town di Ben Affleck Hai capito Ben Affleck, quando ci si mette. Epica criminale vecchio stile, trent'anni fa il protagonista sarebbe stato Al Pacino. Il ragazzo si farà. 3) Cella 211 di Daniel Monzon Che film, che finale, un nodo allo stomaco che non si scioglie facilmente. E' in questa categoria, ma starebbe benissimo anche in quella per miglior film. 4) Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek Uno stile nuovo, finalmente più leggero, un equilibrio che gli altri film di Ozpetek non avevano. E Scamarcio recita. 5) Dragon Trainer di Chris Sanders Sorprendente perchè diverso dalla solita formula DreamWorks merchandise + citazioni + umorisimo demenziale. In più è originale e divertente. CATEGORIA MIGLIOR FILM Dieci non bastano e l'ordine della top 5 è assolutamente sparso. Sì. lo ammetto, alcuni di questi non li ho recensiti a tempo debito, ma trovo quasi sempre più difficoltà a fare una recensione positiva, anche perchè è meno divertente...in alcuni casi quindi, perso l'attimo fuggente, persa la recensione. Propositi per il 2011: lavorare su quest'aspetto. Nota: Esclusi dalla classifica per ragioni "anagrafiche", ma decisamente tra i più bei film proiettati quest'anno: Ritorno al Futuro, Porco Rosso, Nausicaa, The Rocky Horror Picture Show, Hair, Tra le Nuvole.
Ed ecco il listone degli imperdibili 2010: 12. People vs. George Lucas di Alexandre O. Philippe Per nerd e fan, decisamente. Ma non solo: lo strano destino di George Lucas è lo spunto per una riflessione sul rapporto tra l'artista, l'opera, la cultura ed il pubblico. Che la Forza sia con voi. 11. Scott Pilgrim vs. The World di Edgar Wright Condannato ad una programmazione infausta a Roma, ma apprezzatissimo dalla critica internazionale, è l'apologia del nerd, il Matrix degli otto bit. E che musica. 10. American Life di Sam Mendes Tutta la grandezza di un cinema autentico, esattamente quello che l'Italia fatica tantissimo a produrre, persa dietro a macchiette e stereotipi sociali e culturali. Mendes ci sbatte in faccia una realtà durissima, ma che fa anche ridere. 9. Draquila di Sabina Guzzanti Messa da parte la satira per cause di forza maggiore, Sabina Guzzanti fotografa la reale situazione dei terremotati abruzzesi. Trasmette una rabbia rara. 8. Departures di Yojiro Takita Il film più delicato dell'anno arriva dal Giappone, terra fertile che sa rielaborare tutti i generi assorbendoli nel proprio humus e facendoli rifiorire. Departures però poteva essere concepito solo laggiù, dove la ritualità di certe usanze ed il rapporto con la morte sono così distanti da quelli a cui siamo abituati. Forse per questo motivo è facile sentirsi profondamente toccati da questo film. 7. Il concerto di Radu Mihaileanu Una commedia gitana con un finale da fermare il cuore, sulla musica di Tchaikovskij. Bello per tutto: per la musica classica che non si sente spesso, per l'accozzaglia di personaggi bislacchi dell'orchestra, per la sintesi perfetta tra autenticità e fiction. 6. Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson Wes Anderson riadatta alla sua maniera la storia del Signor Volpe di Roald Dahl, con la complicità di George Clooney e Meryl Streep. In stop motion, nell'era della CG. Da applausi. 5. L'illusionista di Sylvain Chomet Un film di animazione praticamente muto su un anziano illusionista che incontra una ragazza. Il tramonto di un'epoca visto dal basso e dal punto di vista dei perdenti. Geniale e commovente, ma per Chomet sarebbe stato strano il contrario. 4. Toy Story 3 di Lee Unkrich Mi sento di spararla grossa: si gioca la palma di miglior sequel della storia con Il Padrino parte II e L'Impero Colpisce Ancora. Se i sequel fossero tutti così giusti, non ci sarebbe bisogno di idee nuove. La Pixar è un mondo a parte, non c'è che dire. 3. Las Buenas Hierbas di Maria Novaro Il film più commovente dell'anno non è ancora uscito in sala, ma chi come me l'ha visto al Festival di Roma non può non esserne rimasto colpito. Una storia tragica e commovente, una riflessione sul rapporto tra coscienza, memoria e morte che sfida qualunque credenza senza metterne in ridicolo nessuna. Bellissimo. 2. Inception di Christopher Nolan Primo: è un blockbuster ma ha un soggetto originale (no sequel, no remake, no franchising, no ganci per seguiti vari). Secondo: Christopher Nolan, che non è secondo a nessuno. Terzo: non basta vederlo una volta, forse neanche due, e tanto basta. Questo è il film che ha alzato il livello di aspettattiva, altro che i puffi dopati di Cameron. 1. Shutter Island di Martin Scorsese Grandissimo Martin Scorsese, in piena forma, altrettanto Leo Di Caprio e Mark Ruffalo. Il film dell'anno per potenza registica e tensione, pari a Inception, per alcuni versi simile, per altri diversissimo. Così tanto coinvolgente grazie alla regia che i colpi di scena della trama passano quasi in secondo piano. Anche questo, da vedere e rivedere. Neanche un film italiano nel meglio di quest'anno, a parte Draquila. Forse, La Prima Cosa Bella di Paolo Virzì è il film italiano migliore che ho visto quest'anno, insieme a Mine Vaganti. Ma è comunque roba vecchia, commedie ben riuscite, un paio di gradini sopra a Benvenuti al Sud e Basilicata Coast to Coast. Poi? Fanno storia a sè La Pecora Nera di Ascanio Celestini (interessante e commovente, anche se inferiore al monologo omonimo) e Draquila di Sabina Guzzanti, instant movie sulla tragedia del terremoto. Se i lavori più originali vengono da artisti più legati ad altre forme di spettacolo, mentre gli altri navigano a vista cercando solo un buon soggetto per l'ennesima commedia o puntando tutto sull'interpretazione dell'attore principale (Gorbaciof, con Toni Servillo), sarà difficile uscire da questa impasse. Nel 2011 torna Moretti, finalmente. Nanni, ci meritiamo Alberto Sordi, ma abbi pietà almeno tu.
Last, but not least, grazie a:
Mary (67 + tutto il resto) , Daniele (13), Andrea (10) Guido (7), Angelo & Roberta (6), Federica (4) & Francesco (4) Ivano (3), Stefano (2), Cristiana (3), Andrea (2), Vittoria (2), Rowena (2) & Riccardo (1), Flavio (2)& Giordana (2), Laura, Maurizio.

mercoledì 29 dicembre 2010

Not In Kansas Awards 2010: IL PEGGIO

Giunti in fondo ad un lungo anno di cinema, tiriamo un po' di somme! Ecco il meglio ma soprattutto il peggio del 2010. I film che ho visto quest'anno sono stati 86 , ma per queste classifiche non considero i film visti in replica (Ritorno al Futuro, Hair, Rocky Horror, Nausicaa della Valle del Vento) e neanche quelli usciti quest'anno ma che ho visto l'anno scorso in anteprima. Su tutti, Tra Le Nuvole di Ivan Reitman con George Clooney, che ritengo uno dei migliori film in assoluto degli ultimi anni (e quindi sicuramente da top 10). CATEGORIA PEGGIOR FILM: In ordine sparso, i peggiori 10 dell'anno, così brutti che persino l'ultimo di Allen e La Bellezza del Somaro non sono riusciti a farne parte (e ce ne vuole...): 10) Il figlio più piccolo di Pupi Avati
Altro che Cary Grant: De Sica non si contiene, Zingaretti gira a vuoto, la Morante è insopportabile. Il Wall Street de noantri non funziona in nessun modo. Pupi Avati meglio quando si lascia andare all'amarcord che alla satira.

9) Fuori Controllo di Martin Campbell

Uno dei peggiori film che ho visto negli ultimi 29 anni. Brutto quasi quanto Un Alibi Perfetto con Michael Douglas dell'anno scorso...va bene che da brutti film nascono recensioni divertenti, però c'è un limite a tutto...

8) Nine di Rob Marshall

Cast stellare e due palle così. Il tipo di musical che proprio non mi va giù, con un sacco di attori italiani a fare particine squallide di contorno.

7) Brotherhood di Nicolo Donato

Quattro barzotti per un danese. Nazisti. Gay.

6) Dog Sweat di Hossein Keshavarz

Di certo non ha sudato lo sceneggiatore, che però è un cane. In Iran i giovani vivono normalmente. A parte che non ci credo, comunque STI GRANDISSIMI CAZZI: se non succede niente, che c'è da raccontare?

5) I want to be a soldier di Christian Molina

Valeria Marini. Recita. In INGLESE. Però il bambino che le dice "non sembri una maestra, sembri una troia" vale lo strazio del film ( o quasi).

4) L'uomo nell'ombra di Roman Polanski

Ammetto che questo forse non l'ho capito io, viste le critiche entusiastiche di mezzo mondo. Però obiettivamente la storia non sta in piedi.

3) Somewhere di Sofia Coppola

Film ad uso e consumo delle superstar di Hollywood stressate e depresse per il troppo benessere. Sofia, hai rotto le palle. Ma veramente.

2) Indovina chi sposa Sally di Stephen Burke

Pessimo esempio di contaminazione di comicità americana ed inglese, non si ride mai. E Sally Hawkins è insopportabile.

1) Avatar di James Cameron

Riporto integralmente la mia recensione: che cazzata.

Non è cinema, è uno spot alla tecnologia. Si vede meglio su un bel monitor full HD che al cinema, ma non c'è sostanza comunque. James Cameron è George Lucas senza idee.

The Winner is....

0) il 3D Un anno di film pietosi, emicranie, prezzi maggiorati e colori alterati, e neanche un film che ne abbia giovato. Speriamo passi in fretta questa moda...Per Ritorno al Futuro c'era la coda al cinema, a qualcuno sarà venuto in mente che forse un buon film è meglio?

CATEGORIA DELUSIONE dell'anno, ecco i vincitori:

5) Alice in Wonderland di Tim Burton Non ne resta traccia, Burton annacquatissimo. Peccato perchè per gli occhi è uno spettacolo. 4) Iron Man 2 di Jon Favreau Un trailer di due ore di Thor e del film de i Vendicatori. Peccato. 3) Happy Family di Gabriele Salvatores Salvatores fa come i discografici italiani negli anni sessanta, fa una cover e si dimentica di inserire i credits degli autori originali sull'etichetta. Mia madre pensava che Pregherò fosse originale. Poi ha sentito Stand By Me. Happy Family sta a I Tenenbaum come il terribile pezzo di Celentano sta a quello di Ben E. King. 2) Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni di Woody Allen Woody, io i soldi te li continuo a dare finchè tu fai film, perchè ti voglio comunque troppo bene. Però dai. 1) La Nostra vita di Daniele Luchetti

Rispetto ad altri film di Luchetti, mi è sembrato meno sincero ed efficace. Ma sono gusti. Poi Germano ha un po' rotto.

CATEGORIA PEGGIOR ADATTAMENTO DI TITOLO

Per questa categoria entrano necessariamente in gioco anche film che non ho visto, ma di cui ho potuto disprezzare il titolo. Sicuramente qualcosa mi è sfuggito o il mio cervello lo ha rimosso per decenza.
5) Dragon trainer (How to train your Dragon)e American Life (Away we go)

La nuova moda degli adattatori di titoli, dopo le ipotetiche (Se mi lasci ti sposo, Se scappi ti sposo, Se mi sposi ti sposo eccetera): cambiare il titolo ma lasciarlo in americano. Perchè è più cool e produce un income di revenues maggiore del target. Provinciali.

4) Indovina chi sposa Sally (Happy Ever Afters)

Già il film fa cagare (o cacare, tanto fa schifo sia a Roma che a Milano), poi si sono inventati questo misto pessimo che ricorda Indovina chi viene a cena, Harry ti presento Sally, ma che rientra nella consueta prassi A) di rivolgersi allo spettatore, B) di coniugare nel titolo il verbo sposare. Con l'aggravante che Sally NON è un personaggio, bensì il nome dell'attrice.

3) Piacere sono un po' incinta (The Back-Up Plan)

Scelgo questo in rappresentanza di tutte quelle commedie romantiche stantìe come il pandoro di Guido che dal 2006 è nella credenza di casa, che si distinguono, in originale, solo per l'atroce attrice protagonista ed il titolo. Che in Italia inevitabilmente diventa uguale per tutte. Così dopo un po' di tempo non ricordi più se è a Jennifer Aniston che sono cresciuti i baffi o a Jennifer Lopez che è cresciuto il naso.

2) Un weekend da Bamboccioni (Grown-Ups)

Ma fra venti anni, quando - sperabilmente - il ministro Brunetta e Padoa Schioppa saranno solo un vecchio ricordo sbiadito, chi saprà spiegare questo titolo? Probabilmente non ce ne sarà bisogno, visto che non credo sia un capolavoro, ma solo l'ennesimo esempio di autoerotismo cinematografico di Adam Sandler. Comunque, pessimo titolo.

1) We want sex (Made in Dagenham)

Questo vince a mani basse: non solo SEX è scritto a caratteri cubitali sulla locandina, tanto da far pensare a quantità di amplessi degne di un porno, ma ricade anche nella categoria della traduzione in un'altra frase inglese. Inoltre, è un raggiro bello e buono: il film parla della battaglia delle lavoratrici per la SEX EQUALITY, da cui lo slogan We Want Sex Equality, da cui il titolo italiano, che dimentica furbescamente la parola chiave. Comunque, chi si lascia infinocchiare se lo merita.

La cosa peggiore vista al cinema, anche quest'anno, resta la gente, dalle cassiere agli spettatori. Così maleducati, così soprendentemente imbarazzanti da far impallidire qualunque sceneggiatura e qualunque effetto speciale. E purtroppo, sono in 3D (4, considerando gli odori...). C'è di che vergognarsi, stiamo diventando un popolo da terzo mondo.

A presto con il meglio del meglio del meglio........